Le libere donne

Al di là della recinzione del nostro cortile, nel piccolo parco che affianca la scuola, una mostra itinerante, un’installazione composta da cinque pannelli colorati raffiguranti alcuni disegni di donne ha attirato la nostra attenzione.  Un giorno poi abbiamo avuto l’opportunità di conoscerli. Ginetta Santoni e Nadia Groff, rispettivamente presidente dell’associazione AnDROmeda e visual designer realizzatrice dei pannelli, ci hanno dato il benvenuto e ci hanno condotto in un interessante viaggio alla scoperta delle cinque donne rappresentate: Frida Kahlo, Alda Merini, Alfonsina Strada, Diane Arbus e Nellie Bly.  Una delle prime domande sorta spontaneamente tra noi è stata come mai fossero state scelte proprio quelle  cinque donne. Gentilmente Ginetta e Nadia ci hanno spiegato che ogni donna incarna un valore e che con questi valori a loro attribuiti vogliono ricordare le importanti imprese da loro compiute per l’emancipazione della donna nel mondo. Le radici di questa mostra sono però il progetto ”ETICHETTE DEL SÉ” che vuole ricordare la legge Basaglia che decretò la chiusura degli ospedali psichiatrici e dei manicomi nel 1978. Due personaggi infatti sono strettamente collegati a questo argomento. Parliamo di Alda Merini e Nellie Bly.  Alda, scrittrice italiana che reincarna la resistenza, fu internata per ben due volte in un ospedale psichiatrico “accusata” di bipolarismo uscendone però indenne. La citazione che Nadia e AnDROmeda hanno scelto per noi è “Chi decide chi è normale e chi no?”

Nellie viene ricordata per il coraggio: la signora Bly era una emancipata giornalista, inventrice del giornalismo in  incognito che si fece passare per una persona malata mentalmente riuscendo ad intrufolarsi in un manicomio per riportare le atroci sofferenze subite dalle internate nei manicomi femminili. Nellie si definisce così: ”Sono una donna che ha il coraggio, l’energia e l’indipendenza che caratterizzano molte donne di quest'epoca”. “L’atto di coraggio è continuare a pensare IN MODO AUTONOMO, a voce alta”. E’ Coco Chanel a dirlo ed è secondo questo criterio che sono state scelte le altre tre figure. Frida Kahlo, artista, per aver sempre sostenuto il suo ideale  ovvero che “Non ci sono canoni o bellezze regolari” per questo rappresenta la forza. La DETERMINAZIONE è incarnata da Alfonsina strada, ciclista che ha osato a fine Ottocento partecipare come unica donna al giro d’Italia e concluderlo. “Vi farò vedere io se le donne non stanno stare in bici come gli uomini”.

Ultima ma non per importanza c’è Diane Arbus, fotografa che rappresenta la SENSIBILITÀ e vuole sfatare il  mito di sensibilità uguale debolezza. Diane infatti era una fotografa tutt’altro che debole che sapeva cogliere l’importanza anche delle piccole cose e dei piccoli particolari.

Ginetta ha concluso il nostro incontro parlandoci infine di quanta disuguaglianza ci sia ancora tra il mondo femminile e quello maschile: una donna infatti, in certi paesi, deve faticare ancora il doppio per essere considerata brava le metà. Il nostro desiderio è che un domani tutti abbiano le stesse possibilità, diritti e che possano essere valutati per le capacità e non per il nostro genere.

 

Scritto da Noemi, giornalista della classe 3B SSPG Dro




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