Insieme per la pace

Oggi durante la ricreazione abbiamo voluto dedicare un pensiero alla pace realizzando un semplice flash mob che ha coinvolto tutti gli alunni delle classi. Clicca QUI per vedere il breve video.

Ci auguriamo davvero che ognuno di noi sia disposto ad ascoltare le ragioni del cuore e del rispetto affinchè si possa costruire la pace. 

Alunne e alunni insieme agli insegnanti della SSPG di Cavedine

Occhio...alla tua vita ONLIFE

Oggi basta un clic per aprire un mondo. E' un gesto semplice ma non è sempre sicuro: bisogna diventare consapevoli di ciò che si fa, essere molto prudenti e responsabili. 

In questo mese dedicato alla sicurezza in rete, abbiamo cercato di riflettere sull'importanza di costruirsi una buona reputazione digitale attraverso azioni corrette e scelte consapevoli. 

Condividiamo alcuni consigli che sono emersi dalla nostra riflessione: sono stati anche per noi degli spunti dai quali partire per approfondire alcuni aspetti. 

Abbiamo provato a scriverli sotto forma di acrostico sulla parola netiquette, la buona educazione in rete.

Vi lanciamo una challenge: realizzate un acrostico e inviatelo a noi così nascerà uno scambio di idee! 

Si dice che oggi i ragazzi non si distinguono più tra coloro che sono online oppure offline, perchè loro sono semplicemente onlife. Per questo è tanto importante il nostro comportamento nel web: il web siamo noi!

 

Non essere ingenuo: nel tuo comportamento digitale serve

Educazione!

Tieni 

In grande considerazione la tua reputazione digitale

Questo fa la differenza!

Usa il cervello

E costruisci la tua sana identità digitale.

Tra whatsapp e instagram non

Trollare mai ed evita

Esperienze negative

 

Classe 3° SSPG Cavedine



Incontro in diretta streaming con Halina Birenbaum, sopravvissuta alla Shoah

Mercoledì 26 gennaio alle ore 10.00 tutte le classi della nostra scuola si sono collegate alla diretta streaming per ascoltare la testimonianza di Halina Birenbaum, un’ebrea polacca nata a Varsavia il 15 settembre 1929, sopravvissuta alla Shoah. Venne rinchiusa insieme alla sua famiglia nel ghetto di Varsavia. All’età di 13 anni i soldati tedeschi la deportarono al campo di Majdanek. Su consiglio della mamma, lei dirà a tutti di avere 17 anni: solo così avrebbe avuto una speranza di sopravvivere. All’arrivo le persone erano contente di non essere arrivate a Treblinka che era conosciuta per i forni crematori e significava morte. Nessuno sapeva che anche a Majdanek c’erano le camere a gas. Proprio qui muore la sua mamma. Ora sarà sua cognata Hela a farle da mamma.

Halina aveva tanta paura: ci ha raccontato che nei campi di concentramento, bisognava solo sperare di non morire. Lei è stata in quattro diversi campi di sterminio. Venne deportata anche ad Auschwitz: lì faceva molto freddo, c’era tanta paura, non c’era più identità. Proprio ad Auschwitz morirà anche Hela: aveva solo vent’anni, le fu molto vicina durante la deportazione e purtroppo morì prima che il campo fosse liberato.

Halina vuole testimoniare al mondo ciò che succedeva nei campi; infatti ha raccontato nelle scuole di tutta Europa la tragedia della Shoah.

Ci ha detto che la speranza è una grande forza: lei è riuscita a sopravvivere proprio perché credeva nel bene, aveva fiducia, amava la vita.

Ha perso nei campi di sterminio quasi tutti i suoi cari; ritrova suo fratello e riesce di nuovo a muovere il braccio dopo che le si era paralizzato, a causa di un proiettile che poteva toglierle la vita.

Una frase per me molto significativa è stata: bisognava cercare di trovare la vita nella morte.

Lei ha scritto un libro tradotto in molte lingue La speranza è l’ultima a morire. 

L'incontro è stato organizzato dall'associazione Terra del fuoco nell'ambito del progetto "Living Memory 2022". E’ stato molto toccante ascoltare la testimonianza della Shoah dalla viva voce di chi l’ha vissuta. 

Ringraziamo l'associazione Terra del fuoco per averci dato questa significativa opportunità.

 

SSPG Cavedine – Maria e Camilla, classe 2B

Fiocco di neve

Il 3 dicembre 2021 la classe 5^A vince inaspettatamente il primo premio della sesta edizione del concorso “Sulle ali del vento: la poesia prende la penna”.

Abbiamo partecipato inventando una poesia dal titolo Fiocco di neve.

La giuria ha scelto di premiare il nostro componimento con questa motivazione che abbiamo molto apprezzato!

“Con versi brevi che si succedono in tre strofe a rima baciata e azzeccate assonanze, la poesia trasmette al lettore tutta la leggerezza, la magica perfezione ma anche la fugacità dei fiocchi di neve.”

Ringraziamo la nostra insegnante di italiano Gabriella Berti per averci supportato (e sopportato!!!) nel nostro percorso da piccoli poeti… a vincitori di un premio importante! Il merito della nostra vittoria quindi va anche a lei e speriamo che il suo amore per la poesia e per la letteratura continui a diffondersi.

“Il poeta comprende la natura meglio che lo scienziato.”

Philipp von Hardenberg



Fiocco di neve,

piccolo e lieve,

leggero leggero,

volteggi nel cielo,

a terra ti adagi,

avverando presagi.

Non scendi da solo,

mille altri fiocchi in volo:

imbiancate i paesaggi,

per sciogliervi ai raggi,

del sole, che timido nasce.

Come un bimbo in fasce.

Geometrica tua perfezione,

che dura il tempo di un’illusione,

luccichio abbagliante,

attenzione passante!

Fiocco di neve, 

piccolo e lieve.




Jacopo Gober e Manuel Delaini – classe 1B SSPG Cavedine



Effetti dei principi attivi delle droghe sul sistema nervoso centrale

La lezione laboratoriale collocata nell’ambito dell’educazione civica e alla cittadinanza tenutasi questa mattina ha previsto una ricostruzione scientifica degli effetti di alcuni principi attivi delle cosiddette “droghe d’abuso” sul sistema nervoso centrale.

Obiettivo è stato quello di maturare consapevolezza sulle dipendenze e sugli effetti, a breve e lungo termine, delle droghe che si stanno diffondendo pericolosamente anche tra i ragazzi più giovani come ancora di salvataggio a cui aggrapparsi nei momenti più difficili dettati dai normali disagi legati all’adolescenza. 

Siamo partiti dalla definizione presentata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per sottolineare le differenze tra i termini "droga" e "principio attivo" spesso usati, impropriamente, come sinonimi.

La lezione è stata incentrata sulla classificazione delle droghe e dei suoi principi attivi suddividendole in psicostimolanti, deprimenti e allucinogeni, evidenziando la loro capacità di alterare lo stato di percezione e il fisiologico funzionamento del Sistema Nervoso Centrale (SNC) dell'uomo.

Un particolare accento è stato posto anche alla piante da cui si ricavano determinati principi attivi come ad esempio l’Erythroxylon coca, la pianta (droga) da cui viene estratto il principio attivo (cocaina). Dopo aver chiarito la correlazione droga-principio attivo viene posto l'accento su quale parte della pianta contiene il principio attivo e in quale periodo dell’anno produce la massima quantità di principio attivo, il cosiddetto “Tempo balsamico”. 



Una profonda riflessione è stata fatta su come tali sostanze agiscono sul cervello sfruttando il complicato meccanismo del piacere, che regola attività come il cibarsi. Le droghe di cui abbiamo parlato, riescono infatti a sostituirsi ad alcune sostanze chimiche prodotte normalmente dal nostro organismo, le cosiddette sostanze (o droghe) endogene, indispensabili per regolare meccanismi di sopravvivenza come l'alimentazione o la riproduzione. In un cervello sano, la percezione dell'oggetto del desiderio, e poco importa che sia il profumo di pizza o la vista di un qualcosa che ci piace e ci dà benessere, attiva una sequenza ben precisa, regolata appunto da sostanze endogene.

Le droghe esogene, ossia quelle introdotte artificialmente nell'organismo, bloccano questo processo: il piacere derivante dal loro consumo è così tanto più intenso rispetto a quello prodotto dall'azione normale da rendere quest'ultima trascurabile. Gli stimoli fisiologici come la fame o la sete non vengono insomma più recepiti e l'unico desiderio è per la droga (tossicodipendenza).

 

La lezione, dunque, è proseguita definendo i concetti di “dipendenza fisica”, “tolleranza”, “astinenza” e “dipendenza psicologica (craving)” per generare conoscenza e consapevolezza delle conseguenze e dei comportamenti incontrollati che derivano dalla loro assunzione.

Ne segue un attivo confronto sulle relazioni cause-effetto che derivano dall’assunzione di queste sostanze e la ricaduta sul nostro organismo. 

 

La presente lezione, utilizzata come parte di laboratorio, è stata inserita  nell’ambito dell’ECC come momento di approfondimento sul sistema nervoso centrale, per trattare una tematica molto attuale al fine di responsabilizzare e rendere consapevoli i ragazzi che si sono dimostrati molto interessati e hanno interagito in maniera attiva ponendo domande pertinenti che hanno fornito interessanti spunti di riflessione.



Classe 3B SSPG  Madruzzo di Cavedine Prof.ssa Federica Penza e Prof. Americo Tomeo



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Ottobre 12, 2020

PON

in PON

by Alice Pisano

Il nostro Istituto ha partecipato all'avviso pubblico per la realizzazione del PON "Smart class" per…

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