L’esperienza del giornalismo continua! Visita alla redazione del giornale l’Adige. Domande, foto e divertimento

La mattina di mercoledì 20 aprile, noi ragazzi della classe 5B della Scuola Primaria di Dro, con le maestre Viviana e Anna, siamo andati con il pullman privato alla redazione del giornale l’Adige di Trento. Abbiamo deciso di fare questa gita perché quest’anno, durante i gruppi opzionali del martedì, abbiamo parlato di giornalismo e quindi volevamo vedere dal vivo com’era fatta una redazione giornalistica.

Poco prima delle 9.00 la maestra Viviana ci ha fatto consegnare i documenti con le autorizzazioni dei nostri genitori e quindi siamo partiti. Da quanto tempo non facevamo un viaggio in pullman!

All’arrivo siamo stati accolti da una ragazza molto gentile che ci ha fatto entrare in redazione, subito abbiamo visto due macchine antiche che servivano per stampare il giornale tanti anni fa. Ci ha poi accompagnato nell’ufficio del direttore, Alberto Faustini, al quale abbiamo fatto delle domande a cui ha risposto molto volentieri. Alla prima domanda di un nostro compagno che chiedeva chi fossero i fondatori de l’Adige, il direttore ha risposto che sono stati Alcide De Gasperi e Flaminio Piccoli, infatti ai due lati della porta d’entrata ci sono due sculture in bronzo che li rappresentano. Ci ha spiegato che all’inizio il giornale usciva una volta alla settimana e dopo qualche anno è diventato un quotidiano. La redazione è nata nel 1945 e negli anni sono state aperte anche delle redazioni periferiche. Ci ha poi raccontato che ogni giorno usano tanta carta riciclata, così non si toccano gli alberi, e che essa è un po’ più leggera proprio per non sprecarne molta e per rispettare l’ambiente. Però purtroppo oggi la carta costa il doppio rispetto all’anno scorso perché durante la pandemia ne è stata usata tantissima per i pacchi di Amazon.

Il quotidiano si chiama Adige per distinguerlo da quello di Bolzano che invece si chiama Alto Adige, ma anche perché ha lo stesso nome del fiume del nostro territorio. Inoltre, ci ha detto che così come il fiume Adige scorre lungo il nostro territorio così anche le notizie corrono attraverso i luoghi in cui abitiamo.

Alla domanda “A che ora va in stampa il giornale?” ha risposto dicendo che di solito verso le 23.00 lui lo manda ai caporedattori e poi va in stampa. Il direttore, prima di lasciarci alla nostra guida, Nicola Marchesoni, ci ha chiesto di poter fare una foto tutti insieme per poter poi far scrivere un articolo su di noi e sulla nostra visita alla redazione. Il signor Nicola ci ha portato in una stanza gigante con una tavola rotonda, dove di solito i capi fanno le riunioni, sulla quale ci ha fatto trovare come regalo una copia del quotidiano del giorno, un libro su De Gasperi e un quadernetto su cui poter prendere appunti. Lì ha risposto a tutte le altre nostre domande.

Un nostro compagno ha chiesto: “Quando accade qualcosa di brutto non siete tristi mentre lo scrivete?” e Nicola ha risposto che sono molto tristi, ma che un bravo giornalista deve mettersi alla ricerca di notizie positive per scrivere cose belle sulla persona o le persone che sono le vittime dell’accaduto.

La redazione ha diversi uffici, che noi abbiamo visitato, e ci sono 35 giornalisti. Il tempo per scrivere un articolo dipende sia dalla velocità di chi lo scrive sia dalla tipologia dell’articolo. Prima di scriverlo però il giornalista deve fare una “verifica incrociata”, cioè non può ascoltare solo una fonte, ma deve sentire tutte le parti coinvolte. Inoltre, la nostra guida ci ha detto che quando fa un’intervista non deve farsi dire quello vuole lui, ma dovrebbe riuscire a scrivere ciò che vogliono dire veramente le persone intervistate. In conclusione, ci ha fatto sapere che ogni giorno vengono stampate circa 23000 copie e ne vengono vendute circa 19000.

Prima di salutarci ha voluto sapere da noi che lavoro ci piacerebbe fare da grandi, poi la maestra ci ha confidato che a lei ha fatto i complimenti per come siamo stati bravi e per l’entusiasmo che abbiamo dimostrato. Alla fine, siamo usciti, abbiamo fatto delle foto davanti la porta d’entrata, abbiamo fatto merenda, siamo saliti sul pullman e tornati a scuola felici di aver trascorso una mattinata così diversa dal solito.

È stato bellissimo!

La classe 5B




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