A scuola di coltura

Giovedì 29 ottobre c’è stato il nostro secondo appuntamento per scoprire come si seminano i cereali.

Abbiamo assistito alla semina del frumento della varietà “San Pastore”, una tipologia molto antica risalente al 1929.

È stato interessante ascoltare Luca, il contadino che ci ha accompagnato e guidato durante il percorso, il quale ci ha raccontato come Nazareno Strampelli all’inizio del ‘900 sia riuscito a creare diverse varietà di frumento e a vincere la battaglia del grano: fu così possibile avere cibo e riportare su tutte le tavole delle famiglie italiane un alimento importante come il pane, segno di festa. Abbiamo capito che queste varietà più antiche erano meno ricche di glutine, mentre quelle di oggi ne contengono tanto ed è anche questa una delle ragioni per cui si sta diffondendo la celiachia.

In passato si iniziò a proteggere il grano utilizzando la “Concia” (rame verde-azzurro con il quale si cospargevano i chicchi di grano per proteggerli da funghi e parassiti), tecnica utilizzata anche oggi, come abbiamo potuto vedere durante la semina.

Dopo averci spiegato il metodo, o per meglio dire il “trucchetto,” che si usa per seminare il grano, Luca ha effettuato una semina “a spaglio” (a pioggia), una tecnica abbastanza complicata che tramandata di generazione in generazione è arrivata fino a lui. Questa tecnica prima veniva fatta manualmente, prendendo i grani da un secchio, successivamente con il trattore (un Landini azzurro il modello del nostro Luca) dotato di una seminatrice con cui è più facile dosare la quantità di grano da seminare. Luca prima di darci dimostrazione dei due metodi di semina, quella del passato e quella di oggi, ci ha fatto notare che si semina “vicino all’inverno” perché la neve funge da coperta e riscalda il grano.

Abbiamo imparato inoltre che gli strumenti “moderni” come la seminatrice hanno reso più redditizio il raccolto, perché quando si seminava a mano era probabile che i corvi o altri uccelli mangiassero i semi appena seminati, diversamente le piovine della seminatrice interrano saldamente i semi nel terreno. Quindi i processi della semina possono riassumersi nelle fasi dell’aratura, fresatura e concimazione del terreno attraverso il letame o concime chimico. Ma Luca ci ha anche raccontato tante altre cose, ad esempio che si alternano le coltivazioni per non favorire la crescita di erbe infestanti. Poi ci ha anche detto che il frumento per diventare grano impiega all’incirca 15 giorni: è infatti molto emozionante pensare che piccoli semi all’apparenza insignificanti producano cereali, quindi farine, che arricchiscono la nostra tavola di piatti gustosi come la pasta o la pizza!

Terminata la dimostrazione della semina e del lavoro che essa comporta, Luca, per ultimare dolcemente la nostra giornata, ci ha offerto un succo di mele, coltivate nei suoi campi, proprio per farci comprendere che la bontà del gusto non è solo frutto di grande fatica ma soprattutto di una grande passione.

Ci ha recitato la filastrocca del chicco di grano che i nonni gli hanno insegnato e lui ripeteva tante volte.

“Chiccolino, dove vai?” “Sotto terra, non lo sai?” “E lì sotto non fai nulla?” “Dormo, dentro la mia culla”. “Dormi tanto, ma perché?” “Voglio crescer come te”. “E se tanto crescerai, Chiccolino, che farai?” “Una spiga metterò, tanti chicchi ti darò”.

Classe IB SSPG Cavedine




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