Firenze, una gita davvero memorabile

Gita a Firenze

Caro diario,

ti starai chiedendo cosa sia successo il 27 marzo: la nostra classe, la 2B, una classe alquanto rumorosa, è andata in gita a Firenze con la classe 2A. Quando pensate ad una gita scolastica pensate ad una cosa tranquilla, con classi disciplinate e attente. Invece no, stavolta il nostro gruppo si è distinto e ora ti racconterò tutto nel dettaglio.

 

27 marzo – giorno 1

6.10 Arrivo in piazza a Cavedine come da programma: una folla di mamme e papà piangenti per i figli (neanche dovessero andare in guerra!). Cinque alunni arrivano in ritardo.

6.30 Dopo una lotta accanita per dare i bagagli al conducente, si parte con il nostro pullman arancione, destinazione Vinci.  

6.34 Abbiamo dimenticato XXX, torniamo a prenderlo.  

6.35 La prof ha dimenticato il telefono, ritorniamo a prenderlo.  

6.36 L’autista chiede se vogliamo dimenticare qualcos’altro…  

6.50 Finalmente imbocchiamo l’autostrada e partono i cori “Il pompiere paura non ne ha!”; l’autista è già rosso come un peperone.  

7.15 Scoppia una rissa tra XXX e YYY con la carta igienica rubata dal pullman.  

7.20 Li facciamo smettere anche se loro volevano fare il round due.  

7.25 La prof ci illustra il programma dei prossimi musei, nessuno ascolta. Ci comunica che a breve avremmo fatto tappa in autogrill, tutti esultano.

7.30 Ci fermiamo in autogrill e oltre a prendere in giro un’altra scolaresca, compriamo dei peluche giganteschi per i quali spendiamo tutti i nostri soldi. 

7.48 L’autista ribadisce che non si può mangiare sul pullman; tutti mangiano lo stesso.   

7.50 L’autista ferma il pullman, urla minacce incomprensibili e ordina ai prof di mantenere l’ordine. Riparte a tutta birra; tutti sono terrorizzati e nessuno osa muoversi.

12.00 Arriviamo a Vinci. L’autista, esausto, decide di prendere un taxi e tornarsene a casa.  

12.10 Consumiamo il pranzo al sacco rubato all’autogrill. XXX e YYY scappano per paura dei piccioni.  

14.00 Visitiamo il museo di Leonardo con delle radioline per sentire meglio. Nessuno ascolta la guida. Ci divertiamo a cambiare canale per ascoltare gli altri visitatori.  

15.00 La guida annuncia la pubblicazione di gfta 6.  

15.30 Mentre guardiamo le opere di Leonardo si sente la puzza delle fogne.  

16.40 Ci incamminiamo verso la casa di Leonardo: la salita è impossibile; facciamo l’autostop a tutte le macchine che passano per ricevere un passaggio. 

17.00 Arriviamo estenuati alla casa di Leonardo; i prof ci contano: due sono i dispersi.

17.05 La casa è chiusa, la prof cerca di forzare l’entrata, ma non ci riesce. I complottisti della classe rubano un mattone dalla casa per avere un souvenir.

19.00 Il prof guida il pullman e ci porta in albergo; fino alle otto facciamo festa girando per le stanze e facendo la battaglia dei cuscini.  

20.00 Scendiamo a fare cena come un vero  gregge: mangiamo pure i piatti.

20.05 Il prof. dice di non urlare perché l’albergo non è la mensa. Non lo ascoltiamo e urliamo più forte.

20.30 Finiamo cena. Inizia una rissa per il dolce; i prof puniscono gli interessati mandandoli a dormire in cantina. 

2.00 I prof russano esageratamente: dobbiamo mettere i tappi. Finalmente si dorme.

 

28 marzo – giorno 2 

6.45 I prof con un grido svegliano tutto l’albergo. I turisti ci minacciano.

7.00 Scendiamo a fare colazione e ci intaschiamo zucchero, miele e nutelline.  

7.15 Abbiamo finito da un pezzo di mangiare, arrivano le femmine.

7.30 Usciamo dall’albergo. Scoppia una rissa per i posti in fondo al pullman.  

7.40 Si parte. Iniziamo i cori contro la Fiorentina; il prof canta con noi.

9.30 Arriviamo a Firenze e incontriamo la guida che ci descrive le bellezze della città. Tutti pensano già ad altro. La guida parla ma noi non ascoltiamo. Nel frattempo trattiamo con un venditore ambulante per l’acquisto di occhiali da sole a 3,5 euro.

11.30 Finiamo la visita guidata e i prof ci lasciano trenta minuti liberi nella via dello shopping. Ci scateniamo.

12.00 Ci ritroviamo con i prof e ci incamminiamo verso la pizzeria.  

12.30 Mangiamo la pizza. Ci lanciamo le pizze avanzate. 

14.30 Saliamo sulla cupola del Brunelleschi. XXX cade sulle scale e provoca una reazione a catena.

15.00 Ritentiamo la salita e dopo un’immensa fatica raggiungiamo la cima e ci godiamo una meravigliosa vista sulla città. Una compagna avverte un malore a causa delle vertigini. Scendiamo tutti subito. Arrivati a terra molti vomitano. 

16.00 Ci incamminiamo verso il pullman; arrivati al bus, come sempre litighiamo per i posti. 

16.30 Musica a tutto volume e cori. I prof lamentano mal di testa. Iniziamo a giocare a “obbligo o verità”. Qualcuno si annoia e comincia a lanciare puntine da disegno dal finestrino nel tentativo di forare qualche gomma.

17.00 Ci fermiamo ad un autogrill, dove incontriamo dei ragazzi della val di Ledro: probabilmente non conoscono la geografia perché non sanno dove sia Cavedine. Nessuno compra niente perché abbiamo finito i soldi ancora all’andata. Qualcuno prova inutilmente a chiedere l’elemosina. 

20.00 Ripartiamo. Imploriamo il prof alla guida di rallentare, ma mette il turbo. Dice di non vedere l’ora di arrivare a Cavedine e mollarci tutti.

21.00 Arriviamo a Cavedine miracolosamente illesi, affamati, senza un soldo (e, a dir la verità, senza sapere nulla su Firenze).

21.15 Manca un alunno, probabilmente è ancora in autogrill.

21.30 Prendiamo le valigie e salutiamo i nostri genitori che non vedevano l’ora di riabbracciarci. 

Una gita sicuramente memorabile che purtroppo è già terminata. Chissà se i prof ne organizzeranno altre!!!

 

Il tema è frutto della nostra fantasia ed è ispirato alla lettura del brano “La gita scolastica” di Sue Townsend (tratto dal romanzo “Il diario segreto di Adrian Mole”)

Basilica Firenze con scolaresca in posa

IN ALLEGATO QUI SOTTO  TROVI LA “VERSIONE VERITIERA” DEL NOSTRO VIAGGIO!

GITA FIRENZE