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Consiglio Provinciale gruppoQuest’anno, le ore dei gruppi opzionali sono state dedicate all’Educazione alla Cittadinanza e, tra i diversi argomenti trattati, abbiamo esaminato la struttura organizzativa, le funzioni, l’erogazione dei servizi di una provincia/regione e analizzato i principali fatti storici che hanno portato il Trentino-Alto Adige ad essere una delle regioni autonome d’Italia. 

Così qualche settimana fa, accompagnati dai nostri insegnanti m. Tullia e Giuseppe, ci siamo recati a Trento per trovare le conferme su cui ci eravamo tanto preparati. Ad accoglierci abbiamo trovato Anna, la nostra guida. Siamo entrati all’interno del Palazzo della Provincia, un tempo “L’Imperial Hotel “ di Trento. Anna ci ha accompagnati nella nota “ Sala Depero “ che era adibita a sala da pranzo dell’hotel. Solo nel 1948 si decise che questo hotel sarebbe diventato la sede della Provincia Autonoma di Trento e che la grande sala da pranzo, ora appunto Sala Depero, sarebbe stata il luogo in cui si sarebbe riunito il Consiglio Provinciale. Fu chiamato un artista di Rovereto, Fortunato Depero, da cui la Sala prende il nome, che la abbellì con meravigliosi affreschi. Anna ci ha invitati ad osservarli attentamente e, sebbene a prima vista sembrassero delle mere splendide opere d’arte, ci ha poi fatto notare come quei dipinti fossero simbolo dell'identità di un territorio, da pochi anni riconosciuto e sancito nella sua pregnanza e specialità da una legge costituzionale: l’Autonomia.

Nel 1960 Sala Depero è stata chiusa. Da allora il Consiglio si riunisce nel Palazzo della Regione che si trova accanto a quello della Provincia. Anna ci ha poi accompagnati nell’attuale sala consiliare. La stanza è ad anfiteatro ed è bellissima. Lì abbiamo incontrato una consigliera, Manuela Bottamedi, che ci ha fatto sedere al posto dei Consiglieri. Potevamo farle delle domande ma, ogni volta che intervenivamo, dovevamo alzarci in piedi e posizionare il microfono proprio come avviene in una seduta di Consiglio. Manuela ci ha spiegato come funzionano le votazioni. Ogni Consigliere esprime il proprio parere sulle proposte previste nell'ordine del giorno, precedentemente discusse, a mezzo di un un display touch screen con i tasti “sì – no – astenuto“. Il risultato della votazione, proiettato su una grande lavagna posta in cima alla sala, confermerà, sulla base del criterio di maggioranza, in modo trasparente e semplice, se la proposta è diventata legge o è stata bocciata.

Più tardi ci siamo incamminati verso Palazzo Trentini e siamo entrati nella "Sala dei Quadri“ dove abbiamo conosciuto un’esperta, Lucia Cella che ci ha parlato della Costituzione, della sua importanza, di come è nata la Repubblica Italiana e del perché la nostra regione gode di un’Autonomia Speciale. Già a scuola la maestra ci aveva spiegato il perché il Trentino Alto Adige è autonomo. La nostra regione, fino al 1918 faceva parte dell’Impero Austro-Ungarico. Durante la prima Guerra Mondiale, l’Inghilterra e la Francia, che combattevano contro Austria e Germania avevano chiesto aiuto all’ Italia. In caso di vittoria, come premio, i territori del Trentino e di Bolzano sarebbero stati annessi all’Italia. Così avvenne. In Provincia di Bolzano le persone , che parlavano il tedesco, furono obbligate però a parlare in italiano. La lingua tedesca fu bandita dalle scuole e dagli uffici pubblici. Per questo le persone erano molto scontente. Alla fine della Seconda Guerra mondiale ci fu un referendum . Alle persone venne chiesto di votare per scegliere la Repubblica o la Monarchia. Il 2 giugno del 1946 venne proclamata la Repubblica e come Primo Ministro venne scelto Alcide Degasperi che conosceva bene il problema del Trentino Alto Adige essendo nato nel Tesino. Fu lui che assieme a Carl Gruber decise di tutelare le popolazioni di lingua tedesca assicurando una particolare autonomia. Per questo nel 1948 il Trentino Alto Adige divenne una Regione Autonoma. 

Questa uscita è stata molto interessante anche perché abbiamo potuto conoscere un pezzetto della nostra storia.

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La classe quinta di Calavino